L’innocenza calpestata e la ricerca di una giustizia umana: nell'ultimo romanzo di Marco Vichi, la Firenze degli...
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Christian Raimo e la grammatica dei sentimenti: "L’invenzione del colore" verso lo Strega 2026
Trama
In L’invenzione del colore, Christian Raimo mette in scena la vicenda di un protagonista che, attraversando una perdita significativa, si ritrova a dover "ridipingere" il perimetro della propria esistenza. Non è solo un percorso di elaborazione del lutto, ma un’indagine quasi scientifica e poetica su come percepiamo la realtà. Ambientato in una Roma vivida, lontana dai cliché turistici, il romanzo segue il tentativo del protagonista di ritrovare un senso etico ed estetico nel quotidiano, tra l’insegnamento, l’attivismo politico e la cura dei rapporti familiari. La ricerca del "colore" diventa la metafora della ricerca di una verità non scontata in un mondo che sembra sbiadire nel cinismo.
Ti sei mai chiesto come il dolore possa cambiare la tua percezione del mondo? Scopri la risposta nelle pagine di Raimo.
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Temi chiave
L’elaborazione del lutto: Come trasformare l’assenza in una nuova forma di presenza.
La funzione pedagogica e sociale: Il ruolo dell’intellettuale e dell’insegnante nella società civile.
La percezione visiva e semantica: Il colore come strumento per interpretare (e cambiare) il mondo.
Il paesaggio urbano: Roma come organismo vivo che riflette lo stato d’animo dei suoi abitanti.
Stile narrativo
Raimo utilizza una prosa che oscilla magistralmente tra il registro analitico-saggistico e quello confessionale-intimista. La scrittura è densa, ricca di digressioni colte che però non appesantiscono la lettura, ma la elevano a una riflessione filosofica costante. Il ritmo è quello del pensiero che si interroga, con una cura maniacale per la precisione del lessico.
Guida alla lettura
Christian Raimo ha scritto L’invenzione del colore spinto dall'urgenza di colmare una lacuna nel racconto della contemporaneità: la difficoltà di conciliare la militanza politica e l'impegno civile con la fragilità emotiva individuale. In un’epoca di radicalizzazione delle opinioni, Raimo sente il bisogno di tornare alla "sfumatura" (il colore, appunto). Il romanzo nasce dalla convinzione che la politica parta dallo sguardo: imparare a vedere di nuovo i colori significa imparare a vedere di nuovo l'altro. È un atto di resistenza contro il grigiore del disimpegno e un tentativo di trovare un linguaggio che sia allo stesso tempo razionale e profondamente empatico.
Storia editoriale
Pubblicato da La nave di Teseo, il romanzo si inserisce perfettamente nella linea editoriale della casa fondata da Elisabetta Sgarbi, che predilige opere capaci di unire alto valore letterario e impegno civile. La scelta di Raimo di approdare in questa sede sottolinea la maturità di un autore che, dopo diverse esperienze editoriali, cerca una collocazione che valorizzi l'ibridismo tra narrativa e riflessione intellettuale.
Confronti con altri romanzi di Christian Raimo
Rispetto a "La parte migliore", dove il focus era più centrato sulle dinamiche familiari e sulla crescita, L’invenzione del colore amplia il raggio d’azione verso una dimensione più universale e filosofica. Se in "Il peso della grazia" l’indagine era quasi teologica, qui Raimo si sporca le mani con la materia cromatica della realtà urbana. Resta costante la sua capacità di osservatore dei traumi generazionali, ma qui la risoluzione non è solo psicologica, bensì estetica e comunitaria.
Se hai amato lo stile di Raimo nei suoi lavori precedenti, non puoi perdere questa evoluzione narrativa. Acquista la tua copia qui.
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La Proposta di Luciana Castellina per il Premio Strega 2026
Estratto dalla Motivazione
«Il colore lo inventò la mitica Technicolor, uno stabilimento sulla Tiburtina, fra i primi della prima industrializzazione di Roma, un laboratorio quasi artigianale che colorò, rendendolo ancora più avvincente, il nuovo immaginario che aveva conquistato la mia generazione, quello prodotto dal cinema. Su Christian Raimo, che adulto diventa quando quella fascinazione stava già declinando, la Technicolor produce un effetto diverso. Perché uno degli artefici di quel miracolo era stato suo padre Raffaele, uscito presto dalla scena della sua vita, ma la cui memoriae lo spinge adesso sempre più spesso a ricercarne le tracce. L’esperienza di Christian è stata diversa, segnata da una militanza politica che si proponeva di trasfigurare non soltanto l’intera società ma l’immaginario dei nostri desideri e dei nostri sogni, e che ora, nel tempo in cui tutto è rimesso in discussione, lo porta dentro l’intimo della crisi, con tutte le sue contraddizioni e le sue incertezze, ma anche le scoperte. Un buio doloroso, ma anche molto “colorato”. L’invenzione del colore è un romanzo che parla di amore, di malattia, di lotte, di lavoro, di famiglia, di cinema, di scuola, di Dio. Ne parla pensando a quello che abbiamo perduto: la capacità di trovare nell’intelligenza collettiva della “classe operaia più colta e intelligente del mondo” un’ispirazione per trasfigurare non soltanto l’intera società ma l’immaginario dei nostri desideri e dei nostri sogni. Ne emerge un testo pieno di interrogativi che il narratore fa a sé stesso e al mondo, da cui è difficile non rimaner coinvolti».
Perché Luciana Castellina ha scelto Christian Raimo?
Motivazione: Luciana Castellina ha proposto questo romanzo sottolineandone la capacità di "parlare al cuore della polis". Per la Castellina, storica figura della sinistra intellettuale italiana, il libro di Raimo non è solo letteratura, ma un manuale di sopravvivenza civile.
Il legame: Ciò che lega la "madrina" all'autore è una comune visione della parola come strumento di lotta e di civiltà. Entrambi credono che il racconto della realtà non possa prescindere da una postura etica. La Castellina vede in Raimo l'erede di una tradizione che non separa mai l'io dal noi.
Il Percorso del Premio Strega 2026: Le Prossime Tappe
Il premio sarà assegnato dal voto di 800 aventi diritto, così distribuiti: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 65 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
La proclamazione dei finalisti si terrà il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà in diretta televisiva su Rai 3 l’8 luglio al Campidoglio: una scelta fortemente simbolica che rende omaggio a Roma, città che ha visto nascere e crescere il Premio, e che riafferma il legame profondo con la sua storia culturale e civile.
Se hai letto tutto fino questo punto, sono certe due cose: apprezzi il Premio Strega e non hai ancora letto "L’invenzione del colore" di Christian Raimo
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