L’innocenza calpestata e la ricerca di una giustizia umana: nell'ultimo romanzo di Marco Vichi, la Firenze degli...
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Mauro Covacich racconta Lina: il mistero dell'infanzia tra i palazzi della periferia romana
Trama
Lina vive in un complesso di edilizia popolare alla periferia di Roma. Ha nove anni e una determinazione che spiazza il mondo degli adulti. Il suo compagno inseparabile è un sasso, un oggetto muto e pesante che lei investe di significati profondi, quasi magici. Attraverso gli occhi di Lina, la periferia smette di essere solo un luogo di degrado per diventare un teatro di scoperte, di amicizie silenziose e di piccole, grandi battaglie quotidiane per l'identità. Il romanzo osserva Lina nel suo muoversi tra i giganti di cemento, raccontando quella fase della vita in cui ogni gesto è assoluto e ogni oggetto può diventare un talismano contro la paura.
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Temi chiave
L'infanzia selvatica: La capacità dei bambini di crearsi un mondo proprio, indipendente dalle logiche degli adulti.
La periferia come palcoscenico: Roma non è qui quella monumentale, ma quella dei "lotti", un labirinto di vite ai margini.
Il simbolismo del sasso: L'oggetto come ancora, difesa, segreto e peso che definisce il carattere della protagonista.
Il rapporto tra fragilità e forza: Come la piccola Lina affronta la durezza del contesto sociale in cui è immersa.
Stile narrativo
Covacich adotta una prosa di estrema precisione visiva. Lo stile è asciutto, quasi fotografico, capace di restituire la matericità del cemento e, al contempo, l'astrazione dei pensieri di una bambina. La narrazione evita ogni tentazione di "adultismo" o sentimentalismo, restando fedele allo sguardo ad altezza di bambino, ma con la consapevolezza intellettuale che contraddistingue l'autore.
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Guida alla lettura
Covacich ha sentito la necessità di esplorare l'alterità dell'infanzia. Dopo aver dedicato anni a racconti incentrati sull'adulto e sul ricordo del passato, l'autore si è interrogato su come una bambina osservi il mondo oggi, vivendo al centro di una periferia difficile. La spinta politica risiede nel dare dignità e voce a una generazione "invisibile" che cresce nei non-luoghi urbani. Covacich ha voluto scrivere un romanzo sulla resistenza immaginifica: il sasso di Lina è la prova che anche nel contesto più arido, l'essere umano è capace di creare un centro di gravità, un senso, una forma di devozione.
Storia editoriale
Pubblicato da La nave di Teseo, il libro rappresenta una nuova sfida per Covacich, che esce dai binari dell'autofiction pura per entrare in quelli del romanzo d'osservazione. La proposta di Edoardo Nesi per il Premio Strega 2026 sottolinea il valore di un'opera che, pur partendo da un microcosmo (una bambina e un sasso), parla della condizione umana universale e della capacità di restare "integri" nonostante tutto.
Confronti con altri romanzi di Mauro Covacich
"A nome tuo": Se in quel romanzo la periferia romana era lo sfondo di un'indagine quasi giornalistica e sociale, in Lina e il sasso diventa lo spazio di una favola moderna e cruda.
"Prima di sparire": Rispetto alle sue opere precedenti più sperimentali e autoriferite, qui Covacich opera una "sottrazione": scompare quasi del tutto per lasciare che sia la forza silenziosa di Lina e del suo sasso a occupare la pagina. È un ritorno alla narrazione pura della realtà.
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La Proposta di Edoardo Nesi per il Premio Strega 2026
Estratto dalla Motivazione
«Certamente merita Lina e il sasso, l’ultimo romanzo di Mauro Covacich, d’essere candidato al Premio Strega 2026. Racconta l’umanità, il nostro. La fradicia, noncurante, disperata umanità dei protagonisti di questa storia, monadi smarrite nella periferia di una Roma enorme e irriconoscibile che così diaccia e vera può esser dipinta solo da chi non v’è nato, da uno straniero in terra straniera com’è il triestino Covacich, autore di questo romanzo frammentato e coraggioso che si incarica di restituirci il senso profondo di una contemporaneità senza speranza, della macerazione continua dell’anima che si prova ogni giorno a vivere questo presente».
Il Percorso del Premio Strega 2026: Le Prossime Tappe
Il premio sarà assegnato dal voto di 800 aventi diritto, così distribuiti: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 65 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
La proclamazione dei finalisti si terrà il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà in diretta televisiva su Rai 3 l’8 luglio al Campidoglio: una scelta fortemente simbolica che rende omaggio a Roma, città che ha visto nascere e crescere il Premio, e che riafferma il legame profondo con la sua storia culturale e civile.
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