L’innocenza calpestata e la ricerca di una giustizia umana: nell'ultimo romanzo di Marco Vichi, la Firenze degli...
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Bianca Pitzorno e il destino di una voce: "La sonnambula" verso il Premio Strega 2026
Trama
Milano, metà Ottocento. In una città in fermento, tra aspirazioni patriottiche e la sfarzosa vita aristocratica, si muove Adele, una giovane donna dotata di un talento straordinario per il canto ma priva di mezzi. Il romanzo segue la sua ascesa e le sue cadute, metaforicamente e letteralmente legate al ruolo della "Sonnambula" di Bellini. Attraverso gli occhi di Adele e di chi la circonda, Pitzorno ricostruisce non solo la storia di una carriera artistica, ma quella di una città e di un'epoca in cui le donne, pur essendo muse sul palco, restavano prigioniere di convenzioni sociali soffocanti.
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https://www.vendiamolibri.it/sonnambula-la-/9788830153097
Temi chiave
L’emancipazione femminile attraverso l'arte: La voce come unico strumento di riscatto economico e sociale.
Il contrasto tra apparenza e realtà: La finzione del teatro contrapposta alla crudezza delle condizioni di vita dei ceti meno abbienti.
Il Risorgimento "dal basso": Non solo le grandi battaglie, ma il mutamento dei costumi e della sensibilità civile.
La passione per il melodramma: L’opera lirica come specchio dell’anima di un popolo.
Stile narrativo
Pitzorno adotta una scrittura colta, densa di dettagli storici precisi ma mai pedante. Il ritmo è quello del grande romanzo d'appendice riletto con la consapevolezza moderna. La narrazione è avvolgente, capace di alternare momenti di introspezione psicologica a scene corali vivide, quasi cinematografiche.
Guida alla lettura
Bianca Pitzorno ha scritto La sonnambula spinta dalla necessità di indagare le radici della subalternità femminile nel secolo in cui è nata l'Italia moderna. Non è solo un omaggio alla musica che ama (il melodramma), ma un atto politico: restituire una biografia emotiva a quelle donne "invisibili" che hanno costruito la cultura italiana restando nell'ombra o venendo sfruttate dal sistema dello spettacolo. Il romanzo nasce dalla convinzione che la storia non sia fatta solo dai trattati, ma dai corpi e dalle rinunce di chi non ha avuto diritto di parola.
Aggiungi 'La sonnambula' alla tua biblioteca estiva e preparati alla serata finale del Premio Strega.
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Storia editoriale
Il libro segna il ritorno di Bianca Pitzorno alla grande narrativa storica con Bompiani, dopo il successo di titoli come Il sogno della macchina da cucire. Inserito nella prestigiosa collana "Narratori stranieri e italiani", il romanzo si è subito imposto per la sua capacità di parlare a un pubblico trasversale, confermando la Pitzorno come un'autrice capace di coniugare rigore documentario e tenuta narrativa.
Confronti con altri romanzi di Bianca Pitzorno
Rispetto a Il sogno della macchina da cucire: Se in quel romanzo il riscatto passava per il lavoro artigianale e domestico, ne La sonnambula la scena si sposta sulla "voce" e sull'esposizione pubblica. Entrambi però esplorano la solidarietà femminile come unica via di salvezza.
Rispetto a Sortilegi: Ritroviamo l'attenzione per le zone d'ombra della psiche umana e per come le dicerie (il "sonnambulismo" inteso anche come stato di incoscienza sociale) possano influenzare il destino di una donna.
La Proposta di Roberta Mazzanti per il Premio Strega 2026
Estratto dalla Motivazione
«Non chiedetevi a quale genere appartiene questo romanzo, ma abbandonatevi al piacere di una narrazione che Bianca Pitzorno mantiene in equilibrio tra realtà e invenzione: come un’acrobata tra romanzo picaresco, sentimentale, fantastico e storico, riattraversa tradizioni popolari e colte, ne ribalta le convenzioni e ci trascina in una sarabanda sorprendente, dove ogni frammento si fonda su un dato storico e si fonde con l’invenzione romanzesca. La vicenda della Sonnambula nella Sardegna di fine Ottocento sfugge al pittoresco perché radicata in ricerche d’archivio e memorie familiari; evita gli stereotipi del femminile perché le protagoniste sono donne normali ed eccentriche, che nei consulti con la Sonnambula trovano il coraggio di sottrarsi alla sottomissione ai costumi tradizionali. Geniale è la rappresentazione della relazione fra la Sonnambula e le sue clienti come una “terapia di parola”: forse nessun potere sovrumano, ma la capacità di ascoltare e trarre consigli preziosi. Così il lettore sospende l’incredulità di fronte a personaggi reali più fantastici degli inventati, fino al lieto fine che rovescia i ruoli di genere nella libertà nomade del circo».
Perché Roberta Mazzanti ha scelto Bianca Pitzorno?
Roberta Mazzanti, figura storica dell'editoria e attenta osservatrice della scrittura delle donne, ha scelto di candidare “La sonnambula” per la sua "capacità di restituire verità storica e passione civile attraverso una lingua che incanta".
Il legame: Il rapporto tra Mazzanti e Pitzorno è radicato in una comune visione della letteratura come strumento di indagine femminista. La Mazzanti vede in questo romanzo il culmine di una ricerca lunga decenni sulla dignità del talento femminile.
Il Percorso del Premio Strega 2026: Le Prossime Tappe
Il premio sarà assegnato dal voto di 800 aventi diritto, così distribuiti: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 65 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
La proclamazione dei finalisti si terrà il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà in diretta televisiva su Rai 3 l’8 luglio al Campidoglio: una scelta fortemente simbolica che rende omaggio a Roma, città che ha visto nascere e crescere il Premio, e che riafferma il legame profondo con la sua storia culturale e civile.
Se hai letto tutto fino questo punto, sono certe due cose: apprezzi il Premio Strega e non hai ancora letto La sonnabula di Bianca Pizzorno
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