L’innocenza calpestata e la ricerca di una giustizia umana: nell'ultimo romanzo di Marco Vichi, la Firenze degli...
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Michele Mari e il gran ballo dei fantasmi: "I convitati di pietra" verso il Premio Strega 2026.
Trama
In questo romanzo, Mari mette in scena una sorta di "censimento" delle presenze che hanno popolato la sua vita e la sua libreria. Il protagonista si ritrova a dialogare con figure che sono pietrificate dal tempo ma vibranti di parola: sono i "convitati di pietra", metafore di maestri letterari, affetti perduti e mostri dell'infanzia. Attraverso una narrazione che si snoda tra una casa che sembra un labirinto e una mente che non dimentica nulla, l'autore ricostruisce l'architettura dei propri fantasmi, cercando di capire se sia lui a possedere loro o se siano loro a tenere in ostaggio la sua esistenza.
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Temi chiave
La Memoria come Ossessione: Il passato non è mai morto, è "scolpito" nel presente.
Il Feticismo dell’Oggetto: I libri, i giocattoli e i simulacri come ponti verso l'aldilà.
Il Confronto con la Morte: La letteratura come unico strumento per dialogare con chi non c'è più senza restarne pietrificati.
L’Identità Letteraria: Il confine sottile tra la persona reale e il personaggio costruito attraverso le letture.
Stile narrativo
Mari utilizza una lingua sontuosa, barocca, ricchissima di termini desueti e precisione chirurgica. La sua è una "scrittura d’antiquariato" che però pulsa di un'emozione modernissima. Il tono oscilla tra l'elegia funebre, l'ironia colta e il perturbante (l'unheimlich freudiano).
Guida alla lettura
Michele Mari scrive I convitati di pietra per un’esigenza di "esorcismo sistematico". L'autore vive in un perenne corpo a corpo con il passato; la sua necessità di scrivere nasce dal timore che ciò che non viene nominato con esattezza possa svanire o, peggio, tornare a tormentarlo sotto forme mostruose. In questo romanzo confluiscono le sue convinzioni estetiche: l'idea che la vera vita sia quella depositata nei libri e nei simboli. Scrive questo libro per "mettere in ordine" le proprie ombre in occasione di un traguardo di maturità, trasformando la nostalgia in una struttura architettonica solida, appunto, come la pietra.
Storia editoriale
Il libro è pubblicato nei "Supercoralli" Einaudi, la collana che per eccellenza consacra i classici contemporanei. La proposta di Vittorio Lingiardi (psicoanalista e saggista) non è casuale: Lingiardi vede nell'opera di Mari una mappatura perfetta della psiche umana e dei suoi "abitanti". Il romanzo arriva al Premio Strega 2026 come uno dei titoli più solidi dal punto di vista critico, rappresentando l'ala "alta" e letteraria della dozzina.
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Confronti con altri romanzi di Michele Mari
Rispetto a Leggenda privata: Se in quel libro Mari affrontava i "mostri" familiari (i genitori) in una chiave horror-autobiografica, ne I convitati di pietra lo sguardo si allarga all'intero pantheon culturale e spirituale dell'autore.
Rispetto a Tu, sanguinosa infanzia: Qui il recupero del passato è meno frammentario e più monumentale; non sono più solo schegge di memoria fanciullesca, ma una riflessione adulta sulla persistenza del tempo.
Rispetto a Verderame: Condivide l'atmosfera misterica e l'attenzione per il dettaglio "marcio" o antico, ma sposta il baricentro dall'indagine quasi gialla alla confessione filosofica.
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La Proposta di Vittorio Lingiardi per il Premio Strega 2026
Estratto dalla Motivazione
«La scuola è un tempo fuori dal tempo, possiede il futuro delle nostre vite. Un’epoca che tutti vorremmo osservare, alcuni conservare, nella sua forma sospesa, apparentemente compiuta. La figura che sostiene il romanzo di Michele Mari è quella dei compagni di scuola, convitati di pietra al tavolo infinito degli amori e delle malattie, del denaro e dell’azzardo. Mari inventa una scrittura spietata capace di pietas, tempera ogni parola senza manierismo, gioca con i vocaboli e ci fa giocare con loro, fin dai cognomi dell’appello che, come quelli delle squadre di calcio, popolano in ritmo di lista o di cantilena le anamnesi delle nostre esistenze. Ossessivo e toponomastico, intrapsichico e filmografico, “I convitati di pietra” è un romanzo nero che si fa gioco del tempo che passa. Un libro comico e corale che sarebbe piaciuto a Carlo Emilio Gadda.»
Il Percorso del Premio Strega 2026: Le Prossime Tappe
Il premio sarà assegnato dal voto di 800 aventi diritto, così distribuiti: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 65 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
La proclamazione dei finalisti si terrà il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà in diretta televisiva su Rai 3 l’8 luglio al Campidoglio: una scelta fortemente simbolica che rende omaggio a Roma, città che ha visto nascere e crescere il Premio, e che riafferma il legame profondo con la sua storia culturale e civile.
Se hai letto tutto fino questo punto, sono certe due cose: apprezzi il Premio Strega e non hai ancora letto I convitati di pietra di Michele Mari
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