L’innocenza calpestata e la ricerca di una giustizia umana: nell'ultimo romanzo di Marco Vichi, la Firenze degli...
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Ermanno Cavazzoni alla conquista dello Strega: l’elogio dell’assurdo in “Storia di un’amicizia”
Il romanzo narra la cronaca di un legame duraturo tra il narratore e un amico eccentrico, un sodalizio che attraversa decenni di vita condivisa, fallimenti, piccole ossessioni e dialoghi stralunati. Non è una biografia canonica, ma una sequenza di quadri in cui la realtà quotidiana scivola continuamente nel grottesco. Attraverso incontri mancati e ritrovamenti, Cavazzoni tratteggia un’amicizia che non serve a "costruire" nulla, se non a rendere sopportabile il vuoto dell'esistenza, tra riflessioni filosofiche minime e avventure di ordinaria follia nella provincia emiliana.
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Temi chiave
L'amicizia come resistenza: Un legame che non risponde a logiche di utilità ma di pura affinità elettiva tra "fuori quota".
La comicità dell'esistenza: Il senso del ridicolo che avvolge le ambizioni umane.
Il tempo e il declino: Una riflessione dolce-amara sull'invecchiare e sul perdere pezzi di mondo lungo la strada.
La provincia metafisica: Il paesaggio emiliano che diventa luogo dell'anima e teatro dell'assurdo.
Stile narrativo
Cavazzoni utilizza una lingua piana, quasi elementare ("scrittura semplice"), che però nasconde una profondità filosofica acutissima. Lo stile è caratterizzato da un'ironia sottile, un ritmo ipnotico e una capacità unica di nobilitare l'insignificante. È una narrazione che procede per accumulo di aneddoti, con un tono che oscilla tra la cronaca distaccata e la fiaba malinconica.
Guida alla lettura
Cavazzoni scrive Storia di un’amicizia per rispondere a un’esigenza interiore: mappare l'irrazionalità che governa i rapporti umani. In un’epoca dominata dall’iper-connessione digitale e da relazioni performative (basate sull'utile), l'autore sente il bisogno politico e letterario di rivendicare l'amicizia come "spazio inutile", gratuito e per questo salvifico. La sua convinzione è che solo attraverso lo sguardo dell'amico (che ci conosce nei nostri difetti e nelle nostre pazzie) possiamo trovare una forma di verità che sfugge alla società del successo. È un atto di ribellione contro la serietà imposta dal mondo moderno.
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Storia editoriale
Il libro è pubblicato da Quodlibet, editore che da anni cura l'opera di Cavazzoni e che rappresenta un presidio di alta qualità letteraria "fuori dal coro". La proposta di Massimo Raffaeli per lo Strega sottolinea il valore di un autore che, pur essendo un "maestro appartato", ha influenzato profondamente la cultura italiana (si pensi alla collaborazione con Federico Fellini per La voce della luna).
Confronti con altri romanzi di Ermanno Cavazzoni:
Rispetto a "Il poema dei lunatici": Se nel Poema l’assurdo esplodeva in una coralità magica e visionaria, in Storia di un'amicizia il raggio d'azione si restringe. L'anomalia non è più nel mondo intero, ma nell'intimità del rapporto a due. È un Cavazzoni più riflessivo e meno "fantastico".
Rispetto a "La galassia dei dementi": Mentre La galassia usava la fantascienza per ridere dell'evoluzione umana, questo romanzo usa la memoria personale. Entrambi però condividono l'idea che la "demenza" o la "scemenza" siano le uniche chiavi per restare umani in un mondo troppo rigido.
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La Proposta di Massimo Raffaeli per il Premio Strega 2026
Estratto dalla Motivazione
«Scritto in un’unica presa di fiato, Storia di un’amicizia è la memoria di un sodalizio umano e letterario ma è anche un personale atto di devozione alla letteratura. Perché Ermanno Cavazzoni, per il tramite del suo lungo rapporto con Gianni Celati, non mira tanto a ribadire una comune poetica quanto a testimoniare una scrittura ritmata sul respiro, sui moti elementari e sui fatti più usuali della vita quotidiana. Dunque, il tracciante che delinea la vicenda di Celati qui è il segno dell’esistenza in sé, con le sue luci intermittenti che, pulsando, si espongono in ogni momento alla violenza del buio: ma proprio questo ne segnala la veridicità cioè una conquistata naturalezza»
Il Percorso del Premio Strega 2026: Le Prossime Tappe
Il premio sarà assegnato dal voto di 800 aventi diritto, così distribuiti: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 65 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
La proclamazione dei finalisti si terrà il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà in diretta televisiva su Rai 3 l’8 luglio al Campidoglio: una scelta fortemente simbolica che rende omaggio a Roma, città che ha visto nascere e crescere il Premio, e che riafferma il legame profondo con la sua storia culturale e civile.
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