Scrive Giorgio Vasari: «Finalmente condottosi vecchio e disutile, si morì essendo inferme e decrepito» e pieno di debiti, a tal punto che il fratello Simone e il nipote Benincasa di Giovanni si videro costretti a rifiutare la sua eredità, perché «indigua per la gravezza». È strano che un artista così famoso, apprezzato e corteggiato da tutti e che per poter avere una sua opera bisognava raccomandarsi ai Medici, ai Vespucci o ad altri amici della cerchia de’ Medici, si sia nel tempo ridotto in miseria. Certamente gli eventi non gli sono stati favorevoli nell’ultima fase della sua vita...
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