Léon Spilliaert (Ostenda 1881 - Bruxelles 1946), autodidatta, giocava a disegnare fin da bambino. Poco più che ventenne diviene illustratore, poi pittore, con una predilezione per l'acquerello, i pastelli, la tempera. Il suo mondo artistico è quello del simbolismo e dell'espressionismo belgi, la pittura di Van Gogh, Munch, Khnopff, Ensor; ama Poe e Mallarmé. Introspettivo, solitario, trasferisce nelle sue opere i tratti salienti del suo carattere. Le sue ambientazioni, i paesaggi – spesso legati alla costa fiamminga della sua infanzia –, le nature morte, gli interni sono ammantati di malinconia, le forme si geometrizzano senza optare più decisamente per l'astrazione, le atmosfere richiamano il sogno, costruiscono un paesaggio mentale notturno che appare sempre a un passo dal perdersi.
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