Il volume è dedicato ad Antonio Bueno (1918–1984) e ripercorre l’intero percorso artistico e intellettuale, dall’arrivo a Firenze negli anni quaranta fino al riconoscimento ottenuto alla Biennale di Venezia del 1984. Attraverso un’attenta indagine sulla collezione degli eredi, la pubblicazione rilegge una delle vicende più singolari del secondo Novecento italiano, restituendo la complessità di un artista che ha fatto della pittura uno strumento di resistenza culturale e di rigorosa ricerca formale. Alla luce di una sensibilità critica contemporanea, il volume indaga le svolte stilistiche e le apparenti discontinuità della sua produzione, mettendone in evidenza la profonda coerenza. Il confronto costante con la tradizione e l’interrogazione sulla sopravvivenza della figura rivelano una ricerca capace di attraversare linguaggi e visioni differenti senza rinunciare alla centralità della pittura.
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