Spazio, tempo e scienza
    Libro

    Spazio, tempo e scienza

    Traduttori
    Dario Rivarossa, Giovanna Brutti, Jisò Forzani
    Editore
    Jaca Book
    Collana
    Opera omnia Panikkar
    Data di pubblicazione
    29 aprile 2021
    Lingua
    Italiano
    Cura e traduzione
    Milena Carrara Pavan
    Pagine
    528
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9788816416840
    30,00 €
    IVA inclusa

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    Sinossi

    «Il volume XII, ultimo nello schema della struttura dell’”Opera Omnia”, comprende articoli e libri sul tema della scienza, apparsi nel primo periodo della mia vita. Sebbene il contenuto e lo stile possano apparire superati, ho comunque scelto di includerli come testimonianza di quel periodo e dei miei interessi di allora. Il prologo, soprattutto, “Visione di sintesi dell’universo”, è molto datato nell’esposizione, ma vi compaiono certe intuizioni che considero ancora valide. L’argomento del volume parte dalla concezione del tempo legata alla visione scientifica della realtà. Questo tempo non è un involucro esterno agli esseri, ma una dimensione costitutiva e specifica di ciascun essere, che è in quanto perdura, e perdura proprio in quanto è questo essere specifico e non un altro. Il tempo della civiltà tecnologica ha provocato all’interno dell’uomo un conflitto profondo, alterandone il ritmo di vita. L’uomo deve rifiutare la tecnologia o, al contrario, rafforzarla integrandosi nel progresso? È un conflitto ineluttabile. Conviene qui notare che la tecnologia presenta un carattere ontonomico e, quindi, una relazione costitutiva sia con il mondo che con l’uomo. In effetti, la relazione tra l’uomo e la tecnologia è tanto intima e profonda quanto quella tra la tecnologia e la natura. L’uomo genera la tecnologia partendo dalla natura. La tecnologia ha inizio come frutto dell’interesse umano per la terra, per la materia». Il volume consiste di due sezioni, anche se il suo contenuto si intreccia costantemente. La prima concerne il tempo e lo spazio, argomento che sta alla base di una visione non solo filosofica della realtà, ma anche scientifica. La seconda concerne la concezione più occidentale della scienza. Essa inizia con un articolo dedicato a Max Planck, cui fa seguito parte della tesi di dottorato in Scienze dell’autore, “Ontonomia della scienza” (1961) e si conclude con un salto di quasi mezzo secolo con uno scritto di riflessione sulla scienza moderna che sfocia nella tecnologia, “La porta stretta della conoscenza”. Due articoli sottolineano la necessità di emanciparsi dalla scienza e dalla tecnologia, non come rifiuto del loro valore, ma come superamento dei loro condizionamenti.

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