Sfogliando l’ampio repertorio di disegni, di incisioni, di monotipi realizzati da Raffaele Bova, nel corso della sua lunga carriera artistica, all’incirca sessant’anni - scrive Massimo Bignardi - il dato che salta all’occhio è un palese realismo che, anche nelle pagine dalle quali affiorano indizi di una forte astrazione, non perde mai il senso pieno del reale. Se poniamo a confronto uno dei numerosi disegni, resi con matita grassa che danno vita al ciclo “Spaventapasseri”, realizzato da Bova nella prima metà degli anni Novanta, con le opere pittoriche dello stesso periodo, ci possiamo render conto del suo comprendere l’oggetto, il luogo che lo accoglie, con esso il vento, la prospettiva, nonché le materie delle vesti, la paglia, l’ironia dei personaggi.
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