Questo volume presenta una serie di psicobiografie letterarie che, ispirandosi alla psicoanalisi, esplorano le opere di Urmuz, Nichita Stănescu, Leonid Dimov, Lucian Blaga e altri autori romeni come luoghi simbolici di rielaborazione del trauma. Lungi dal ridurre la letteratura a semplice sintomo, queste analisi attraversano i testi per individuare, dietro le maschere stilistiche e le invenzioni linguistiche, le strategie profonde con cui l’inconscio trova voce, forma e rifugio. La novità di questo approccio consiste nel rovesciamento del paradigma psicobiografico tradizionale: non si parte dalla vita per spiegare l’opera, ma è l’opera stessa – nei suoi gesti poetici e nelle sue figure deformanti – a dischiudere una soggettività affettiva e stratificata, una costellazione interiore irriducibile alla biografia. Tra ironia, allucinazione e mitopoiesi, la letteratura romena del Novecento viene qui interpretata come un laboratorio dell’inconscio, capace di trasformare la ferita in linguaggio, il dolore in visione e il trauma in pensiero poetico.
Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.