Questo saggio si propone un arduo compito: indagare, in una maniera accessibile anche ai profani della materia, purché curiosi, sulle origini e sugli sviluppi del pensiero estetico e matematico di Piero della Francesca, presentando i due aspetti insieme perché costituiscono un unico imprescindibile per apprezzarne appieno il genio. A tal fine si è fatto ampio uso di citazioni di fonti primarie, di numerose illustrazioni di dipinti e di manoscritti, anche di pugno di Piero, di descrizioni degli ambienti in cui si è mosso, dalla Firenze del Concilio del 1439 alla Roma di Pio II del 1459, e di una formulazione matematica piuttosto semplice. Dei molti protagonisti che animano questo studio, di tre si danno in appendice informazioni di corredo: il poliedrico umanista Leon Battista Alberti, il cardinale e teologo Niccolò Cusano e il frate e matematico Luca Pacioli. Di un quarto, non meno importante, si è potuto solo fornire nel testo, oltre a passi della sua opera maggiore, le scarse notizie che si hanno su di lui, nonostante la notevole influenza che ebbe sull’arte e sulla filosofia occidentali. Questo misterioso personaggio è ora chiamato Pseudo Dionigi Areopagita ma, ai tempi di Piero, era San Dionigi Areopagita.
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