Vasilij Kandinsky (1866-1944) è ricordato come il padre dell'astrattismo, ma fu molto più di un grande pittore: un filosofo e un visionario che contribuì a ridefinire il significato stesso dell'arte. A partire dal 1908, insieme alla compagna Gabriele Münter (1877-1962), figura di primo piano dell'espressionismo tedesco, sviluppò una ricerca innovativa, trasformando paesaggi, luoghi e scene di vita quotidiana in composizioni cromatiche sempre più intense. Convinto che l'opera d'arte dovesse emanciparsi dalla rappresentazione della realtà visibile, Kandinsky attribuì a forme e colori un valore espressivo e simbolico autonomo. Nelle sue tele, linee e cromie si combinano liberamente, dando vita a un linguaggio capace di comunicare emozioni pure e immediate. Il volume accompagna la prima grande mostra dedicata a Kandinsky a Roma, arricchita da importanti prestiti del Centre Pompidou, e comprende una sezione interamente riservata a Gabriele Münter. Ne emerge il racconto di un intenso dialogo artistico e umano, offrendo al lettore un percorso fondamentale attraverso l'espressionismo e la nascita della pittura astratta.
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