Un noir originale, ambientato nel 1910 in un Veneto ammaliato dalla cultura esoterica che in quei giorni imperversava in Europa, mentre il cambio di secolo trasformava velocemente il mondo. A investigare su alcuni misteriosi delitti, tre tra i più innovativi artisti d’inizio Novecento: Alberto Martini, Gino Rossi e Arturo Martini. Alberto Martini, celebre artista tra i più innovativi in Europa, sta lavorando nel suo studio di Oderzo ad alcuni disegni ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe. All’alba viene disturbato da Umberto Ferro, delegato di Polizia: costui lo conduce sul luogo del delitto di un mercante d’arte, perché accanto alla vittima è stata trovata la Cacciata di Giuda dal consesso degli apostoli, un disegno autografo di Martini. Prima che i gendarmi isolino la scena, l’artista vede a terra un gioiello, il primo di una collezione di sei pezzi dalla simbologia alchemica. Il poliziotto lo crede colpevole e per lui inizia la fuga, che lui trasforma in un paradossale inseguimento a un assassino seriale, chiamato l’Arlecchino. Costui a Venezia, Verona, Vicenza e Padova uccide altri mercanti d’arte, lasciando sul luogo altri gioielli e altrettante illustrazioni a penna di china di Martini, trafugate nel suo studio A investigare al fianco dell’artista ci sono due celebri ‘ribelli di Ca’ Pesaro’: il pittore veneziano Gino Rossi e lo scultore trevigiano Arturo Martini. I tre, inseguiti dalla Polizia, si trasformano in investigatori dell’occulto. La resa dei conti si consuma a Venezia, nelle sontuose sale di Ca’ Dario, dove è stato allestito il Museo delle ombre.
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