Se il corpo non fosse il nemico, ma la via per tornare a stare bene? Ci sono dolori che cambiano profondamente il modo di vivere il proprio corpo, l’intimità, le relazioni e persino la percezione di sé. La vulvodinia è uno di questi: un dolore spesso difficile da riconoscere e da spiegare, che può trasformare il piacere in allarme e il corpo in un territorio da cui difendersi. Il dolore è un’esperienza complessa, nella quale dialogano sistema nervoso, cervello, emozioni, corpo e relazioni. Proprio perché il sistema nervoso è plastico, ciò che ha imparato il dolore può anche imparare una strada diversa. Il libro ci accompagna dentro questa prospettiva, intrecciando neuroscienze, psicologia e Psicoterapia Biosistemica con l’esperienza clinica. Un approccio integrato che non separa la mente dal corpo e non riduce la donna al suo sintomo. Attraverso il lavoro sulle sensazioni corporee, sulle emozioni, sulla regolazione del sistema nervoso e sulla relazione terapeutica, il percorso invita a ritrovare sicurezza, movimento, consapevolezza e connessione. Perché guarire significa tornare ad abitare il proprio corpo, riconoscendolo come possibile risorsa di cura, vitalità e piacere.
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