Edward Hopper (1882–1967) ha saputo trasformare la realtà quotidiana in immagini sospese, cariche di tensione. Attento al rapporto tra individuo e mondo, Hopper ha costruito nel tempo una visione inconfondibile, in cui spazi urbani e paesaggi silenziosi diventano specchi della dimensione interiore. Questo volume ripercorre l’intero arco della sua carriera, ponendo al centro il ruolo decisivo dei luoghi: dalla New York in cui visse e lavorò per quasi sessant’anni al rifugio di Cape Cod, fino ai soggiorni parigini e ai viaggi attraverso gli Stati Uniti e il Messico. Dipinti, disegni, incisioni, acquerelli e un ricco nucleo di materiali d’archivio svelano come ogni ambiente abbia nutrito la sua ricerca, offrendo nuove possibilità espressive e compositive, anche grazie ai documenti del Sanborn Hopper Archive. Ne emerge il ritratto di un artista capace di rendere universale l’esperienza dell’isolamento e della contemplazione, trasformando scorci ordinari in visioni potenti e senza tempo.
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