Che cosa rimane quando il dolore, la solitudine e il tempo sembrano avere l'ultima parola? Nel mito di Pandora, sul fondo del vaso resta la speranza. È da questa immagine che prende forma la silloge di Carmelo Vecchio. Attraverso quaranta poesie, l'autore ripercorre luoghi e sentimenti legati alla memoria, dagli scorci della Sicilia alle case abbandonate, dagli affetti familiari alle ferite della storia. Il ricordo dell'infanzia, l'emigrazione, la perdita, la malinconia e la ricerca di un senso si intrecciano con immagini della natura: il mare, il vento, gli alberi, i girasoli, il succedersi delle stagioni. Ai versi si affiancano fotografie in bianco e nero realizzate dall'autore, che restituiscono un volto concreto alle emozioni e ai paesaggi evocati. Tra rimandi alla letteratura, alla mitologia e alla fede, “Vaso di Pandora” guarda alla fragilità umana senza rinunciare alla possibilità di conforto, solidarietà e rinascita. Perché, anche quando tutto sembra perduto, qualcosa resta.
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