Trauma e identità come tasselli di un mosaico della contemporaneità in cui umano e disumano si inseguono continuamente, rimandando inesorabilmente l’uno all’altro: il trauma segna le identità individuali e collettive destrutturandole o, al contrario, cristallizandole? Il proprio trauma come luogo intimo e segreto attorno a cui si snoda la catena delle ripetizioni e delle riscritture, delle domande di senso e delle impossibilità di risposta: piuttosto che impronta violenta dell’estraneo traccia inattingibile di quanto di più originario ci abita allora? Questioni attorno alle quali il testo si interroga attraversando i territori della clinica e le perturbazioni del sociale, indagando la violenza insita nello stesso processo di simbolizzazione, le vie della umanizzazione e della disumanizzazione, l’incessante lavoro dell’umano volto a tessere fragili trame identitarie sull’ordito del disumano.
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