In questo testo, Günther Anders affronta in modo diretto e definitivo il pensiero di Martin Heidegger, suo maestro a Friburgo nei primi anni Venti. In un serrato confronto critico, Anders rilegge i temi centrali di Essere e tempo – e in particolare la nozione di Dasein – per smascherarne le implicazioni teoriche e morali. Lo spostamento della domanda “che cos’è l’uomo?” dal piano antropologico a quello ontologico diventa, per Anders, il punto di partenza di una riflessione che rivela i limiti e i rischi della filosofia heideggeriana. Da questo teso e necessario dialogo nasceranno i nuclei fondamentali della sua originale antropologia filosofica, che segnerà in profondità il pensiero del Novecento.
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