Paul Sédir (pseudonimo di Yvon Le Loup, 1871- 1926) è uno dei protagonisti di quella Belle Époque dell'esoterismo che vede attivi nella Parigi i nomi più noti della rinascita dei culti magici e dei sodalizi iniziatici del Vecchio Continente. Martinista, rosacrociano, cabalista, teosofo, partecipa con libri, articoli, dibattiti e conferenze al clima di crescente interesse per le "scienze occulte" e i magisteri sapienziali sia occidentali che di matrice medio ed estremo orientale. Se ne staccherà in seguito per approdare ai lidi rassicuranti-consolatori del messaggio evangelico, ripudiando tutti i suoi trascorsi e troncando ogni rapporto con le frequentazioni del passato. Il conciso saggio su gli specchi magici qui presentato appartiene alla stagione (poi ripudiata) della ricerca spirituale più a vasto raggio e delle istanze di trascendenza oltrepassanti i fideismi confessionali propri alle grandi "religioni del Libro" istituzionalizzate. La focalizzazione circa lo specifico uso delle superfici riflettenti nel magico fa di questo breve trattato un piccolo "classico" intorno ad una materia tuttora poco scandagliata e riservata a ristrette cerchie di adepti.
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