Mimì Gagliardi, giornalista di cronaca tornato da Milano nella sua Gesualdo: burbero, disordinato, intuitivo, fumatore fino all’autolesionismo, si porta addosso una ferita del passato mai rimarginata. Quando una donna affascinate e misteriosa, Monia, viene trovata morta dopo un incidente stradale, qualcosa nella scena non convince il suo istinto di cronista: il corpo è troppo composto, i segni troppo pochi, l’atmosfera troppo pulita per essere realistica. E poi c’è quell’orologio fermo sulle 7:45, come se il tempo avesse lasciato una traccia. Da quel momento in poi, intorno alla morte di Monia affiorano segreti sepolti e relazioni inconfessabili. Ambientato in un’Irpinia bellissima e feroce, Sette e Quarantacinque è un noir civile e atmosferico dove il paesaggio diventa parte dell’indagine stessa. Un romanzo teso e magnetico in cui la provincia non è un luogo innocente, ma il teatro perfetto dove il male impara a nascondersi dietro la quiete.
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