Il monologo interiore presente nel poema è sempre l'esito di un raccoglimento introspettivo, che a sua volta presuppone una ponderazione a cui attualmente si tende a preferire uno spontaneismo espressivo. Esaltato come presunta manifestazione di immediatezza o di una parola “diretta”, tale imperante spontaneismo spesso cela al contrario una povertà riflessiva che asseconda la pigrizia intellettuale non solo di chi scrive ma anche di chi legge. Il filo che nel poema unisce la dimensione dell'esperienza immediata a quella della memoria (non solo personale ma anche comunitaria, sia storica sia legata alla tradizione) non cade mai in un nostalgico passatismo poiché limiti e miserie vengono visti come elementi costitutivi della condizione umana, una condizione di incomunicabilità con gli altri ma prima ancora con se stessi. Prefazione di Salvatore Mallardi.
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