Natasha è la giovane badante ucraina di Anna Maria, ottantenne romana ora lunatica e arrogante, ora vulnerabile e patetica. Le sue giornate trascorrono tra i capricci e i pregiudizi dell’anziana e delle vicine di casa, le vicende esasperate degli abitanti del quartiere e i maldestri tentativi di ciascuno di difendere i propri diritti. In questo libro le storie di protagonisti e comparse consentono all’autrice di trattare tematiche di stretta attualità, come i diritti dei lavoratori migranti, il divario economico tra generazioni e le relazioni famigliari sempre meno convenzionali. Najwa Bin Shatwan, grazie al coinvolgente ritmo narrativo e allo stile colloquiale con screziature umoristiche, riesce ad affrontare questioni complesse, a tratti drammatiche, con un’ironia in grado di suscitare nel lettore un amaro sorriso. Questo è un romanzo sulla diaspora e sulle asimmetrie su cui poggia la società contemporanea.
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