Le date delle «Rime» di Ludovico Ariosto (1493-1525) si affiancano come in un controcanto alla stagione più creativa del poeta, dalle poesie latine dei Carmina alle prime commedie, dalle Satire alle due stesure dell'«Orlando Furioso». Nonostante questo, Ariosto non solo non le raccolse mai in un canzoniere vero e proprio, ma rifiutò addirittura di divulgarle. All'occhio del lettore di oggi esse rivelano invece un'inattesa freschezza, accogliendo senza esasperazioni la lezione classica di Bembo, recuperando abilmente la tradizione latina, variando, da una poesia all'altra, tonalità, lessico e temi. Tutti elementi che sono puntualmente individuati in questa edizione curata da Stefano Bianchi.
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