Se la poesia è un colpo d’azzardo, un esubero sul linguaggio, sulla percezione del reale, finanche su se stessi, "Qui non v’è vanità" di Gino Giacomo Viti è poema per definizione, seppur agli albori d’ogni nozione poematica. È un "rivoltare la terra" nella ricerca incessante di verità che non siano vane, di un tempo che torna senza spiegazioni, nei muri di pietra di una Venezia scarlatta. Un poema giovanile che è già maturo, considerando stile, consapevolezza metrica e condensazione immaginativa.
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