Una delle vie privilegiate per accostarsi al multiforme ingegno di Dante è quella di mettere a fuoco alcuni temi specifici all'interno della sua complessa vicenda intellettuale. II "Convivio" e il "De vulgari eloquentia" mostrano così "in vivo" il Dante filosofo laico di un assetto italiano da costruire in chiave nobiliare e imperiale, e l'inventore della lingua italiana in funzione antimunicipale e antifiorentina. Nella scrittura dell'Inferno lo vediamo poi assumere i tratti del poeta politico, comico, ma anche escatologico, fiorentinocentrico e guelfo. Emergono in questo modo diversità rilevanti fra il primo e il secondo Dante quanto a esperienze di vita e idee sulla poesia.
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