Che cosa accade quando lo spazio che abitiamo entra nella nostra mente? E quando le stanze interiori dell’inconscio modellano il modo in cui costruiamo case, città, luoghi di cura? In questo libro, Schinaia intreccia psicoanalisi, architettura e urbanistica in un viaggio affascinante tra il dentro e il fuori dell’esperienza umana. Le città, le case, le soglie, le finestre, le stanze d’analisi e gli spazi della memoria diventano organismi vivi, capaci di accogliere, trasformare o ferire chi li attraversa. Attraverso un dialogo continuo con architetti, filosofi, scrittori e psicoanalisti – da Freud a Winnicott, da Bion a Jung, da Le Corbusier a Wright, da Gehry a Piano – Schinaia esplora il legame profondo tra ambiente e vita psichica, mostrando come ogni spazio costruito custodisca emozioni, paure, desideri e possibilità di trasformazione. Questo è un libro che attraversa discipline e confini, restituendo all’architettura la sua dimensione più umana e alla psicoanalisi il suo inevitabile rapporto con il mondo reale. Un’opera intensa e originale che invita il lettore a guardare gli spazi quotidiani con occhi nuovi – e a interrogarsi su quanto ogni luogo, in fondo, parli di noi.
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