Una poesia carnale. Vivida. Dionisiaca. Anna Rosso non prende per mano, ma accompagna il lettore sull’orlo di un precipizio. Non fa false promesse, non abbindola, mostra il crinale su cui si dipana l’esperienza umana, in tutta la sua semplicità e al tempo stesso il suo abisso. Contempla boschi, vulcani e letti sfatti, promesse d’amore e nottate voraci, petali, rovi e polpa di frutta, piccoli mondi e volte celesti. Sono versi mai gridati, discreti, eppure impetuosi anche se appena sussurrati all’orecchio. Un inno alla vita e alla passione. Ai secondi. Agli attimi.