Scrivere significa anche imparare a restare. Come nell'antica arte giapponese del kintsugi, Odilla Agrati ricompone i frammenti della sua infanzia, attraversati, nei primi anni Ottanta, dalla nascita e dalla morte prematura del fratello minore, affidando alla pagina ciò che i ricordi hanno saputo preservare. È la donna adulta a prendere la parola, spinta dalla scoperta della malattia della madre: da qui prende forma un viaggio a ritroso nel tempo, in cui la voce narrante si sdoppia; la bambina è raccontata in terza persona, come “lei”, quasi a creare la distanza necessaria per avvicinarsi al dolore; l'adulta, invece, si rivolge a sé stessa con il “tu”, in un dialogo intimo e consapevole. Due voci, due tempi della stessa vita, che si intrecciano per dare un senso a una perdita vissuta nell'infanzia e trovare le parole per custodirne la memoria, trasformando la scrittura in un ponte tra un dolore personale e un'esperienza universale. Postfazione di Paolo Nelli.
Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.