Il 4 giugno 1989 Dai Wei è stato colpito alla testa da un proiettile durante la rivolta di piazza Tienanmen. Da allora “vive” su un letto di ferro: in coma, prigioniero del proprio corpo, e prigioniero della polizia, che aspetta il suo risveglio per arrestarlo. Mentre giace immobile, assistito dalla madre, può solo ripercorrere con i ricordi il decennio della Rivoluzione culturale e i giorni della rivolta studentesca: le mobilitazioni degli universitari e le interminabili discussioni politiche, gli slogan gridati e i sentimenti sussurrati con riserbo. E quel cruciale giorno dove tanto è andato distrutto e tutto è cambiato per sempre. Mentre la vecchia Cina muore e l’isolato dove si trova la piccola casa in cui abita viene abbattuto per far posto a uno stadio, il Nido, in vista delle Olimpiadi, Dai Wei sembra trovare la strada per il risveglio. Tuttavia Pechino è cambiata, e il mondo ricco e fantasioso che viveva da paziente in coma è in sorprendente contrasto con il grigiore che lo attende nel mondo esterno. Ma Jian infrange il più rigoroso tabù della recente storia cinese: piazza Tienanmen. E ne fa una narrazione dolorosa, a volte brutale, quasi sempre lirica. La ricostruzione del ricordo contro il silenzio soffocante del potere.
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