Torino, ottobre. Giulia, assistente tuttofare, sta esponendo al suo principale, l’investigatore di origine argentina Jorge Luis Romero, lo stato non proprio florido dei conti dell’ufficio. Questa volta non ci sono alternative: bisogna assolutamente trovare il modo di farsi affidare un caso, possibilmente ben remunerato. Insomma, Romero deve lavorare: cosa che non rientra certo tra le sue occupazioni preferite. Senza grande entusiasmo, l’investigatore ripesca nella sua memoria due notizie apparse sui giornali qualche giorno prima: la morte di un senzatetto, il cui cadavere è stato ritrovato con intorno tre gatti, morti anch’essi, e l’intervista ad una nobile torinese, la baronessa Augusta De Filippi, sull’inaugurazione di un parco giochi per bambini da lei donato al Comune, con l’unica clausola che venga riservata un’area per i gatti randagi (la baronessa ama moltissimo questi animali). E proprio dentro al parco sono stati ritrovati i cadaveri dei tre felini e del senzatetto. Giulia, grazie a sua sorella Marta, giornalista di cronaca rosa e autrice dell’intervista, entra in possesso del numero privato della segretaria della baronessa, che abita sulla collina di Torino. Viene subito preso un appuntamento. La baronessa, preoccupata dal ritrovamento, ha fatto analizzare i tre gatti, ed il risultato è che sono morti avvelenati.
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