Arabpop. Rivista di arti e letterature arabe contemporanee (2026). Vol. 10: Mappe e confini
    Libro

    Arabpop. Rivista di arti e letterature arabe contemporanee (2026). Vol. 10: Mappe e confini

    Data di pubblicazione
    12 giugno 2026
    Lingua
    Italiano
    Pagine
    128
    Formato
    Brossura
    ISBN
    9791282493017
    18,00 €
    IVA inclusa

    +0,90 € di ricompensa

    Disponibile subito

    Tempi di consegna: Spedizione avviata il giorno lavorativo successivo all'ordine.

    • Nexi
    • Mastercard e Visa
    • Postepay
    • Carta del Docente
    • Carta Cultura Giovani e Carta del Merito
    • Klarna in tre rate

    Addebito solo all'avvio della consegna. Modalità di pagamento

    Quantità

    E-book non acquistabile

    Sinossi

    Il confine non è soltanto una linea tracciata sulle mappe: è una soglia viva, un punto in cui l’identità si incrina, si interroga, entra in crisi. È proprio ai margini che nascono le ibridazioni, dove accenti e culture si sfiorano e si trasformano a vicenda. Se sono evidenti – e spesso insormontabili – i muri materiali da attraversare per raggiungere l’altro o per migrare altrove, altrettanto concreti e difficili da scalfire sono quelli simbolici: barriere sociali, disuguaglianze, distanze invisibili che separano anche chi abita gli stessi spazi. Ma questo decimo numero di Arabpop, Mappe e confini, dimostra che le cartografie si possono anche sabotare, distorcere – come nelle opere di Razan al-Salah e Mona Hatoum – o, nel caso dell’artista egiziano El Masry, sovraricamare per svelarne i processi di potere che le producono. Diventa allora possibile metterle in discussione, aprire varchi e far franare la solidità dei confini, incrinare l'idea che possano esistere confini stabili entro cui leggere corpi, identità e appartenenza: dall’inafferrabilità delle frequenze radio di Radio Alger durante la rivoluzione algerina o di Radio Alhara a Betlemme, in Palestina, alla migrazione di piante e semi nell’area subsahariana fino alle ibridazioni dei corpi che – dal Libano ai Caraibi – riflettono la porosità delle identità diasporiche in continuo scambio e trasformazione. Le tante Palestine disseminate nel mondo raccontate dalla scrittrice Lina Merouane, e la storia della ferrovia che un tempo connetteva Gerusalemme a Beirut – che nulla a che vedere con una nostalgia coloniale, ma piuttosto con un sogno che persiste – chiudono l’intreccio di voci che, in questo numero, mostrano mappe e confini nella loro natura polivalente: strumenti che ordinano e feriscono, che tracciano separazioni e producono esclusioni, ma anche superfici instabili, permeabili, e da cui è ancora possibile (ri)partire.

    Altri libri in Storia dell'arte

    Vedi tutti
    Ricordati che otterrai la ricompensa del 5 per cento del prezzo di copertina quando acquisterai una copia di questo libro. La ricompensa potrà essere utilizzata per pagare i tuoi prossimi acquisti, oppure essere convertita in codici voucher o bonificata sul tuo conto bancario.
    Aderisci al nostro programma di affiliazione per proporre la vendita di questo libro. Guadagnerai commissioni ogni volta che ne favorirai la vendita.
    Chiudere