Giorgio Morandi inizia a dipingere negli anni della Prima guerra mondiale e da subito i suoi temi più cari sono le nature morte e i paesaggi, scorci silenziosi e solitari, oggetti che testimoniano la cadenza di una vita semplice e parca, e che si distinguono per un lirismo alto e sublime. È una vita, quella di Morandi, concepita su un ritmo lento, su tempi dilatati. Dalle lettere emergono minuti fatti quotidiani, indicazioni tecniche, preziose indicazioni sui modi e le finalità dei suoi dipinti «i suoi semplici "oggetti" disposti, scalati, variati, permutati: una lunga, instancabile, solenne "elegia luminosa"» com'ebbe a scrivere l'intimo amico Roberto Longhi nella sua commossa commemorazione funebre, Exit Morandi. Ma soprattutto in queste lettere trova conferma la personalità, il carattere, la tenacia dell'artigiano che ama il proprio mestiere e che costruisce, giorno dopo giorno, una delle opere più significative del Novecento. Con uno scritto di Roberto Longhi.
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