È nota l'importanza dei contatti, diretti e indiretti, che Leonardo da Vinci ha avuto con alcuni personaggi che gravitavano intorno alla corte rinascimentale di Urbino: da Francesco di Giorgio Martini a Bramante, da Piero della Francesca a Luca Pacioli. Contatti che sicuramente avevano fatto nascere in Leonardo il desiderio di visitare Urbino, un desiderio che si realizza in seguito alla chiamata da parte di Cesare Borgia, il Valentino, nel periodo della sua occupazione della città feltresca. Era quindi importante ricordare questa visita di Leonardo da Vinci a Urbino, dove ha osservato tutto quello che ha potuto, prendendo appunti, effettuando misure con o senza strumenti (a volte gli era sufficiente il “colpo d'occhio”), ammirando le formelle di pietra posizionate a ornamento del Palazzo Ducale. Grande dev'essere stato il suo desiderio di ammirare quel Palazzo di cui si dicevano meraviglie, e dove aveva spesso alloggiato il suo amico Luca Pacioli da Borgo Sansepolcro e dove un altro suo grande amico, l'architetto urbinate Donato Bramante, aveva imparato il mestiere osservando e apprezzando architetti e maestranze all'opera nel cantiere del Palazzo. Questo volume raccoglie, seguendo un ordine organico e ragionato, una selezione dei contributi presentati nell'ambito del convegno Leonardo a Urbino, organizzato il 19 novembre 2019 dal Centro Interdipartimentale di Studi Urbino e la Prospettiva.
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