Scocca la mezzanotte, inizia un nuovo anno e, in un paese senza nome, arriva l'eternità: nessuno muore più. Pare che la Morte abbia deciso di prendersi una pausa, non annunciata; il motivo non si sa. Comprensibilmente, la gioia è grande, la massima angoscia dell'umanità sembra scongiurata. Ma non è tutto così semplice: c'è chi sulla morte faceva affari, e ora dovrà trovare un modo di rimettersi in piedi. E cosa ne sarà della Chiesa e di tutti quei preti, pensatori e teologi che hanno basato la loro esistenza sulla possibilità di una resurrezione futura? Per fortuna (o sfortuna), dopo sette mesi la Morte decide di tornare, con un nuovo approccio, estremamente garbato: avvisa le sue vittime con una settimana di anticipo tramite eleganti lettere vergate su carta viola. Quando però una di queste lettere viene restituita al mittente per tre volte, la Morte è costretta a bussare, in forma di donna, alla porta del violoncellista che l'ha rifiutata. Tra ironia e allegoria, José Saramago trasforma il sogno dell'immortalità in una meditazione commovente sulla condizione umana, sulle storture della società e sulla tenerezza disarmante dell'amore.
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