Dopo la rinuncia al trono di re Amedeo di Savoia (vicenda narrata nel romanzo Amedeo I, sempre di Galdós, pubblicato in questa collana), l'Assemblea legislativa spagnola proclamò la Repubblica, nel febbraio del 1873. Nata in una situazione di grande fermento intellettuale e politico, la Repubblica non ebbe vita facile: insidiata dalle regioni sotto il controllo dei carlisti (sostenitori di un ramo cadetto dei Borbone, in lotta con il governo fin dal 1837), dalle pulsioni alfonsiste (tese alla Restaurazione sotto Alfonso, figlio della deposta Isabella II) e, forse ancor più minacciose, dalle profonde divisioni in seno ai repubblicani stessi, la Repubblica navigò fino alla reazione dell'esercito, che meno di un anno dopo la sua nascita, con un colpo di Stato ne troncò l'esistenza, che negli ultimi mesi si era vista minacciata dal proliferare di ribellioni cantonali, di città o zone che si proclamavano autonome (fino a battere moneta). Emblematico in questo senso fu il cantone di Cartagena, città portuaria dall'orografia privilegiata…
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