Archivio di Stato di Mantova, oggi. Tra scaffali polverosi, fasci di documenti friabili, il tenue scricchiolio dei tarli, una studiosa solleva controluce un foglio sottile, macchiato di ceralacca, l’inchiostro invisibile in alcuni punti. Una lettera, in apparenza uguale a tutte le altre, ma tenerla in mano, rileggerla, significa riportare in vita il destino di una donna che è stata protagonista del Rinascimento nella sua forma più vivida. Figlia prodigio di un duca, sposa di un marchese, icona di stile, collezionista visionaria e abile stratega, in tempo di guerra e di pace: è Isabella d’Este, marchesa di Mantova fin dai quindici anni, «la prima donna al mondo», che sussurra da quella pagina. Da quando le sue lettere sono state spostate qui, in una chiesa sconsacrata, il suo spirito segue archivisti e studiosi che sfogliano le sue carte, sorride dei loro errori, confonde le loro certezze. Perché nessun documento, per quanto prezioso, può restituire il profumo della sua epoca, l’ambizione, il desiderio, l’intelligenza e le sue contraddizioni di donna che trovò nella curiosità e nell’astuzia le armi più efficaci. Nessuna voce, se non quella di Isabella, può raccontarsi, a chiunque voglia ascoltare. Con la sua prosa calda e raffinata, Sarah Dunant ci regala qui un’avventura coinvolgente e ricca di pathos, un romanzo magistrale che lega biografia e racconto intimo di una donna che ha fatto la storia del Rinascimento, senza dimenticare di scrivere la sua. "La verità è che ho sempre bramato il destino che mi è stato offerto, anche nei momenti in cui mi sembrava una condanna a morte."
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