L'autore racconta l'oscura tragedia che ha visto come protagonisti dodicimila ragazzi del nostro regio esercito, i "figli di mamma" della Divisione Acqui del generale Antonio Gandin stanziata sull'isola di Cefalonia in Grecia. Era il mese di settembre del 1943 quando si doveva decidere se cedere le armi ai tedeschi o "resistere" per onorare la Patria: prevalse l'idea che "sull'arma si cade ma non si cede", e così avvenne. Un reportage sul nostro passato, un'utile retrospettiva per mettere a fuoco un avvenimento che attende ancora di definire il proprio ruolo nella storia di quegli anni, ma anche la vicenda personale e umana di Salvatore Di Rado, ancora troppo giovane per morire, forse l'unico "superstite fucilato" della seconda guerra mondiale, testimone della propria odissea illuminata da un imprevisto amore tormentato, da un'amicizia che si consolida giorno dopo giorno e dalla visione di luoghi incantati.
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