Il celebre saggio di Pirandello, nella seconda edizione definitiva del 1920. Testo fondamentale per la definizione della poetica pirandelliana - e per l’esperienza artistica del primo Novecento - il saggio passa in rassegna le diverse concezioni dell’umorismo che hanno contraddistinto secoli e culture differenti. Infine, l’autore espone la sua personale riflessione caratterizzando l’umorismo come quel particolarissimo sentimento umano che permette all’artista di svelare la realtà, di scomporla, lasciando emergere dietro le parole, i gesti, le espressioni, quel sentimento del contrario che smaschera, nelle sfasature del reale, il disordine e la sofferenza che vi si celano.
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