Fin dall’infanzia, il narratore e Fausto hanno condiviso ogni cosa: le passioni, gli entusiasmi, i conflitti interiori, e il desiderio di appartenenza che spesso si è accompagnato a un sentimento di disagio. Quando emerge la notizia che Fausto avrebbe ucciso il suo datore di lavoro, il narratore inizia a ricostruire la vita dell’amico per dare un senso a questo evento e, in un gioco di specchi, alle vite di entrambi. Si scopre così che Fausto ha vissuto il naufragio di un grande amore, un matrimonio sbagliato, ha un figlio che gli è estraneo e forse le illusioni su cui ha spesso costruito la sua vita lo hanno portato a isolarsi irreparabilmente. Ma cosa può averlo spinto a un gesto così feroce? Sul filo del ricordo, Onofri – grande narratore dal magico tocco minimalista – riflette sul passato condiviso, sui legami che si rompono, sugli errori, in un’indagine su cosa significhi crescere rimanendo fedeli a sé stessi, a ogni costo. Prefazione di Nicola Fano.
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