"L'autre", romanzo di Charles Rohmer, vide la luce nella «collection Blanche» di Gallimard l’8 settembre del 1951, e non fu mai riedito. Einaudi lo pubblicò quattro anni dopo nei «Gettoni» di Vittorini, e anche l’edizione italiana non ebbe repliche. Capita: non tutti i libri possono trasformarsi in casi letterari. Eppure il silenzio che ha accompagnato L’autre ci sorprende, se diamo il giusto peso a quanto ne scrisse un lettore attento ed esigente come Leonardo Sciascia. Rohmer era stato tra i primi a comprendere che gli aguzzini nazisti erano «buoni padri di famiglia, sentimentali, amanti della musica, rispettosi degli animali»: in una parola, degli scrupolosi «burocrati del Male». E il suo romanzo, che presentiamo qui in una nuova traduzione, è «quanto di più terribile ci sia rimasto nella memoria e nella coscienza di tutta la letteratura sugli orrori nazisti pubblicata dal 1945 in poi».
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