Benedetta Papasogli, studiosa dei grandi moralisti e scrittori della letteratura francese, si propone nella sua Lettura di esplorare la preistoria della moderna memoria affettiva. Di fronte alla tradizione oggettiva delle arti della memoria, che va a morire nell’età moderna, di fronte al lungo primato della memoria intellettuale, l’‘altra’ memoria, questa sconosciuta – quale si affaccia sulla scena letteraria tra Sei e Settecento – si presenta come “memoria del cuore”, secondo la particolare ricchezza semantica che l’idea di cuore riveste nell’età di Pascal e della tragedia, dei moralisti classici e dei primi romanzi moderni. Due tradizioni specifiche arricchiscono la preistoria della memoria affettiva: da una parte il filone cortese e barocco della rêverie, dall’altra i metodi di meditazione basati sul risveglio dei sensi interiori in vista di ottenere un effetto di presenza. Nel volume vengono poste due domande: poiché la memoria affettiva è sempre una memoria sensoriale, quali sono i sensi coinvolti in questo processo, e come varia il loro uso da un’epoca all’altra?
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