Mario Fantin è un semplice appassionato di cinema e alpinismo quando nel 1954 accompagna come cine-operatore la spedizione CAI al K2 guidata da Ardito Desio, geologo di fama mondiale, allo scopo di scalare per la prima volta la seconda vetta del mondo (8611 m). Un’impresa epocale non solo per l’alpinismo, ma per tutto il Paese, alle prese con la ricostruzione post-bellica. Fantin avverte forte il privilegio di farne parte. Durante l’avvicinamento, documenta un mondo affascinante in via di scomparsa. Rivede se stesso soldato nei volti affaticati delle centinaia di portatori baltì. Riprende e fotografa i compagni, mentre sulla carta trasferisce in presa diretta l’emozione di trovarsi al cospetto di una Natura selvaggia e maestosa. Sottostà come tutti ai duri ordini di Desio, che non lo tollera. Ma nulla scalfisce l’emozione di vivere un sogno, giunto all’apice il 31 luglio, quando la vetta del K2 è finalmente raggiunta. Questo è il diario del “sogno vissuto”, arricchito dei materiali fotografici recentemente ritrovati nell’archivio personale di Fantin, fra cui spiccano il taccuino autografo compilato durante la spedizione e gli album artistici composti a casa.
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