Jonion è la pseudo-autobiografìa di un politico calabrese corrotto e colluso con la criminalità organizzata, indiziato anche per alcuni omicidi. Dall'esilio dorato della sua farm australiana, don Rosario Vennere racconta il complesso intreccio affaristico internazionale che ha portato a una serie di affondamenti, nel Mediterraneo, durante gli anni Ottanta e Novanta, di "navi dei veleni", cariche di materiali tossici e radioattivi. Emerge un fitto quadro di alleanze tra l'amministrazione pubblica e la camorra, la 'ndrangheta, la mafia, la massoneria, i servizi segreti. Nel clima delirante di un paradossale senso di onnipotenza, alimentato dall'ideologia del profìtto ad ogni costo, si consumano sia la distruzione fisica dell'ambiente non solo calabrese, sia il declino morale di una politica abbrutita a pura logica economica. Lo sguardo sulla Calabria è insieme concreto e astratto: la regione diventa anche metafora di un Sud globalizzato. La punta dello stivale, centro del traffico mondiale dei rifiuti, è sia capolinea di mefìtiche importazioni, sia principale esportatore di un'ideologia pragmatica totalmente nichilista. Le ciniche parole di Vennere svelano le contraddizioni e gli orrori dell'imperante mentalità neocapitalistica.
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