Attraverso un’indagine filologica e storica su commenti trecenteschi alla Commedia, questo studio illumina il ruolo degli esegeti coevi di Dante nella trasmissione e interpretazione del poema. L’autore esplora in particolare i Proemi e il primo canto dell’Inferno, rivelando come questi testi riflettano non solo la ricezione culturale dell’opera, ma anche una forma autonoma di produzione letteraria. I commenti, spesso inediti o poco noti, offrono preziose chiavi di lettura sul pensiero politico, morale e spirituale di Dante, e testimoniano il suo impatto immediato e duraturo. Un viaggio tra codici fiorentini e voci dimenticate, che restituisce profondità alla figura del poeta esule e alla sua opera come strumento di redenzione civile e universale.
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