Infinito Cabinet incardina la complessa ricerca di Maria Cristina Crespo nell’alveo della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia “In Minor Keys” di Koyo Kouoh, in quanto offre una riflessione sulla cultura occidentale attraverso un viaggio tra Letteratura, Arte, Mito, Religione, Filosofia e Luoghi di appartenenza; una ricerca “controcorrente”, affrontata dall’artista sin dalla fine degli anni Settanta a oggi, momento di crisi dell’identità ponentino. Un tema, quello di Infinito Cabinet, che ben si adatta all’attuale dibattito culturale dell’Occidente, in cui è centrale la criticità della Cancel Culture, contro cui - già negli anni Settanta - Crespo si poneva come sacerdotessa catacombale per la necessità di una resistenza indomita. La sua è una risposta alla crisi dell’identità occidentale, di cui rivendica la complessità come risorsa vitale: per Crespo, la Cancel Culture si propaga, invece, a causa all’ignavia degli intellettuali di oggi e a un deleterio e atavico senso di colpa occidentale, come dimostrato nella sfera sia della psicologia individuale che sociale.
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