Un’analisi lucida e controcorrente della diplomazia vaticana nel Novecento, tra continuità e cambiamento. Tradizionalmente orientata a garantire spazi e tutele al cattolicesimo, la politica della Santa Sede viene qui riletta alla luce delle sue ambiguità e dei suoi “silenzi”. Il volume ricostruisce la svolta impressa da Giovanni XXIII e proseguita da Paolo VI, segnata dal passaggio dal confronto ideologico al dialogo, soprattutto con l’Est europeo. Con taglio critico e appassionato, l’autore affronta nodi storici e scelte controverse della Chiesa, interrogandosi su errori, resistenze e prospettive future. Un contributo importante per comprendere il ruolo politico del Vaticano nel mondo contemporaneo.
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