Pier De Bennard è un drammaturgo che vive in un perpetuo dissidio con se stesso. Oltre ad essere un vanaglorioso, ha sentimenti narcisisti, idee di grandiosità che lo portano ad avere poca empatia. Durante una delle sue passeggiate quotidiane nel parco, l'uomo incontra se stesso, comincia così un ritorno alle trame del doppio e alle atmosfere visionarie. In questo contesto si sviluppa la pluralità dell'animo umano e le sue componenti in reciproca contraddizione. Il soprabito rivela che il nostro più grande avversario è dentro di noi e che il male che percepiamo dagli altri è spesso una sua proiezione.
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