Cosa resta quando il tempo stringe la presa e il silenzio si fa spazio tra le pieghe dell’esistenza? In queste pagine, dove versi e prose si alternano con movimento dinamico, Antonio Cassuti coltiva la «povertà della parola» per esplorare il mistero della finitudine. Il silenzio è ascolto è l’espressione di un itinerario fecondo racchiuso in un ossimoro vitale: declinare crescendo. Se l’avanzare degli anni accorcia il tempo, esso può parallelamente schiudere una più intensa maturità di coscienza e ragione, trasformando il limite temporale in una canzone che acquieta. Dai caffè di Praga alle rive del Quarnero, tra la Val Leogra e i silenzi di Skitača, il testo si dipana come un diario, un bazar dell’ognigiorno in cui si celebra una profonda comunione. È la convivenza con i mortivivi – coloro che, pur scomparsi, continuano ad accompagnare i nostri passi attraverso l’atto vivificante della memoria. Senza la pretesa di risposte definitive, questo volume invita a superare il grigiore del quotidiano per riscoprire la straordinaria bellezza dell’essere qui e ora. Una lettura poetica ed essenziale, capace di parlare a chiunque cerchi, nello scorrere delle ore, un frammento di luce e di autentica vicinanza.
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