Una Spy Story contemporanea, sullo sfondo del decennale conflitto israelo-palestinese, ma ambientata in Italia centrale, in una piccola città universitaria dove “ingenuità, rabbia, fumo e retorica” animano gli incontri serali di gruppi filopalestinesi, dove si parla “di liberazione, di occupazione, di giustizia, con la stessa voce di chi discute un film”. Tutto molto prevedibile agli occhi di chi deve partecipare a quelli incontri per riferire, un uomo capace di mimetizzarsi, quindi invisibile “che non provava niente” , apparentemente senza passioni, senza ideali, invisibile anche nell’anima. Gli fa da specchio ‘’lo spiato” un uomo “apparentemente senza un passato e senza un interesse per il futuro”. Un uomo che aveva deciso di non partecipare più. Ma un passato doveva pure averlo avuto, altrimenti perché spiarlo? E inoltre, quali esperienze e immagini lo avevano ingessato nella statua di un uomo che ha deciso di “non partecipare più?